valutazione del danno da Mobbing e stress lavoro correlato

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Valutazione stress lavoro correlato e Mobbing

è un’attività molto complessa che necessariamente deve tener conto di molteplici aspetti. La realizzazione professionale e il benessere lavorativo, inteso anche in termini di stabilità concreta e psichica, incidono in maniera significativa sulla salute psichica di ogni soggetto. Il venir meno anche di uno solo di questi due apetti può avere ripercussioni significative sull’intero funzionamento psichico del soggetto, e portare a evidenze di rilievo clinico e psicopatologico. Da un punto di vista giuridico: “il lavoro non è solo un mezzo di guadagno, ma costituisce un mezzo prevalentemente di estrinsecazione della personalità di ciascun cittadino” (Cass., 13 agosto 1991, n. 8835). Quindi ci stiamo dicendo che condizioni negative, eccessivamente stressanti o avversative, suscitano frustrazione, delusione e sofferenza. Quanto vissuto in ambito lavorativo si ripercuote sugli altri ambiti sociali ed affettivi della persona.

Il Mobbing è una particolare forma di stress lavorativo. Fornari (2010) definisce il mobbing come l’aggressione sistematica e continuativa che viene attuata contro un lavoratore con diverse modalità e gradualità. Ciò che caratterizza in modo specifico il mobbing è la persecutorietà dell’intento sottostate alle azioni mobbizzanti, Ege (2010). Sempre l’autore ha proposto 7 specifici parametri per rilevare proprio l’intento persecutorio, che sono:

  • ambiente lavorativo;
  • frequenza (più volte nell’arco di un mese);
  • durata (almeno 6 mesi);
  • tipo di azioni ostili;
  • dislivello tra gli antagonisti (la vittima deve essere in posizione di costante inferiorità rispetto ai suoi aggressori);
  • andamento secondo fasi successive (aumento delle situazioni ostili per numero e gravità);
  • intento persecutorio (le azioni messe in atto per raggiungere tale scopo, e la carica emotiva e soggettiva suscitata nella vittima).

Nella valutazione stress lavoro correlato e Mobbing, è importante analizzare certamente la variabile situazionale, così come è altrettanto fondamentale indagare l’aspetto soggettivo del problema, ossia il significato che la persona attribuisce agli eventi. Questo aspetto sembra, come in tutti gli ambiti di valutazione forense, estremamente topico poichè permette di valutare la presenza o meno di patologie o tratti patologici pre-esistenti, il che ci consente di attribuire un peso specifico agli eventi che il soggetto vive come  negativi.

Le forme di malattia più compatibili e più frequentemente diagnosticabili nelle situazioni di mobbing, come suggerito dalla letteratura di riferimento (Dominici, Montesarchio 2003; Buzzi, Vanini 2006; Pajardi, Macrì, Merzagora Betsos, 2006) sono:

  • Alterazioni generali del sistema neurovegetativo: cefalea, ipertensione,
    tachicardia, ulcera, etc.;
  • Incremento delle abitudini voluttuarie (fumo, alcool);
  • Disturbo post traumatico da stress;
  • Disturbo dell’adattamento;
  • Depressione reattiva;
  • Manifestazioni di natura ansiosa.