Psicologo Verona Psicologia e Sport

Psicologia e Sport

Parlare di Psicologia e Sport come se potessero avere a che fare l’una con l’altro. Perchè?

“Non devi sbagliare, non devono tremarti le mani, le gambe e non devi avere esitazioni. Un movimento sbagliato, un passo in più o uno in meno, un’incertezza potrebbe fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Il pubblico, l’allenatore, i compagni di squadra, gli amici e la famiglia, sono lì, con gli occhi puntati su di te e si aspettano il meglio. Tu sei solo e sai tutta la fatica che hai fatto per arrivare dove sei, le rinunce, gli allenamenti e i sacrifici ed ora tutto dipende da te, il successo è nelle tue mani e la vittoria alla tua portata. Ti stai giocando tutto in pochi attimi, tutto quello per cui hai lavorato. Ecco questi sono magari solo alcuni dei pensieri che possono passarti velocemente nella testa nel momento topico della performance sportiva. Come ti senti? Possiamo dire che le emozioni possono influenzare la prestazione sportiva?!”.

Direi di SI! Ecco perchè parlare di Psicologia e Sport!

L’attività sportiva agonistica richiede costanza, impegno, forza di volontà, motivazione, capacità di gestione dello stress e dell’emotività sia il giorno della competizione sia nel periodo di allenamento pre gara. Un atleta arricchisce l’immagine che ha di se stesso in relazione: alle proprie motivazioni, che lo spingono a perseguire degli obiettivi, che lo pongono davanti a delle sfide sia con se stesso che con gli avversarsi. Più risorse la persona riesce a mettere in gioco per elevare il livello della propria prestazione, maggiore è il senso di efficacia, capacità e valore percepito. Ogni atleta ha l’esperienza di quanto siano importanti questi aspetti e quanto le pressioni a cui si è sottoposti influenzino il nostro stato fisico e quando questo succede la performance è compromessa.

Psicologia e Sport già da qualche tempo, anche se “di nascosto”, collaborano per garantire prestazioni sempre migliori ed il benessere dell’atleta. Un aspetto che sembrano condividere sia sportivi che i loro allenatori è, proprio, che a parità di preparazione atletica la differenza risiede nell’atteggiamento mentale con cui si affrontano allenamenti e competizioni. Quindi l’utilizzo di tecniche psicologiche per una miglior gestione delle energie e dell’emotività,  sembrano permettere la massima espressione dell’eccellente preparazione fisica e del gesto tecnico favorendo prestazioni di maggior successo. Probabilmente la difficoltà più grande per lo sportivo non è fare una prestazione eccellente, è mantenerla costante.

Psicologia e Sport hanno un rapporto speciale con le emozioni, infatti, in entrambi gli ambiti possono essere fonte di benessere o malessere. Siamo proprio sicuri che siano le emozioni in se il “problema”? Forse no! Forse è il modo in cui le “trattiamo” (gestiamo) che fa la differenza. Si esatto, di per se non esistono emozioni negative, rabbia, paura, ansia evolutivamente servono a permettere al nostro organismo di attivarsi per metterci a disposizione le risorse per far fronte alla situazione, tuttavia possono diventare controproducente quando non le usiamo (gestiamo) in modo proficuo.

Pensa ad esempio: se vedi un leone immagino tu abbia paura, ecco la scarica di adrenalina che percepisci a livello fisico, il flusso del sangue che va verso gli arti sono solo alcuni i segnali che il tuo corpo ti da e risorse che ti mette a disposizione per fare la cosa migliore: scappare a tutta velocità. Tuttavia può avvenire anche che tu ti faccia sopraffare da queste sensazioni e attivazioni con la conseguenza che rimani bloccato, ti paralizzi e con un leone vicino non è una buona cosa.

Questo è quello che può verificarsi anche durante una prestazione sportiva che percepiamo come importante, fondamentale e su cui abbiamo investito energie, aspettative, desideri e che può arricchire l’immagine che abbiamo di noi stessi.

La differenza come puoi vedere, non sta in ciò che accade a livello fisico o emotivo è nella sua gestione. Il riconoscere le proprie modalità di pensiero e le emozioni ad esso collegate rispetto a se stessi, alla gara a cosa significa per noi e per l’immagine che abbiamo di noi stessi quella precisa prestazione; sono tutti aspetti veramente importanti per poter gestire ed eventualmente modificare ciò che proviamo. Questo ci può permettere di essere padroni di noi stessi, lasciandoci la spontaneità di viverci quello che vogliamo.

Psicologia e Sport utilizzano tecniche che vengono definite di rilassamento. Cosa intendiamo? Rilassamento non significa riposo, bensì in un riequilibrio e normalizzazione delle funzioni vitali che nello sport si traduce in un loro miglior utilizzo. Di fatto una tensione muscolare ottimale e un stato emotivo positivo sono accompagnati da sensazioni di benessere che inducono tranquillità e serenità. Tra le più conosciute ed utilizzate ci sono: il Rilassamento Progressivo di Jacobson, il Training Autogeno di Schultz e la Visualizzazione Creativa (Immaginativa).  Le prime due sono maggiormente utilizzate per un rilassamento fisico/fisiologico, la terza è veramente molto significativa anche per la preparazione e gestione della performance (qualunque tipo non necessariamente solo a livello sportivo).

La persona, com’è evidente, è mente e corpo ed entrambi possono essere allenati per permetterci di raggiungere i nostri obiettivi. Sono le due facce di una stessa medaglia.